giovedì 1 aprile 2010

STAGIONE 1980-81

La scomparsa dell'Isolabella Milano, retrocessa dalla serie A1 e fortemente indebitata, permise alla Juvecaserta di essere ripescata e di partecipare al campionato di serie A2 del 1980-81. Grazie alla sapiente ed esperta mano del General Manager Giancarlo Sarti, si cominciò a lavorare per costruire una squadra che nel giro di qualche anno potesse approdare nella massima serie.

Sul fronte allenatore, dopo il rifiuto di Giancarlo Primo, arrivò a Caserta un coach di primo livello, l’americano John Mc Millen (foto a destra), che l’anno precedente aveva guidato la Mercury Bologna alla promozione in serie A1. Mc Millen veniva da un’esperienza di sette anni a Bologna, tre come vice di Dan Peterson alla Virtus (nel ’76 conquistò il tricolore) e quattro anni come capo allenatore sulla sponda opposta, quella Fortitudo. Con Mc Millen si posero le basi per una crescita graduale nel futuro, il tutto riducendo quel carattere regionale che aveva caratterizzato fino ad allora i roster della Juvecaserta, composti per la maggior parte da giocatori campani.

Sul fronte giocatori, dopo i rifiuti a scendere in terra campana di “pezzi da novanta” come Bertolotti, Meneghin e Ardessi (per il quale fu fatta un’offerta faraonica), dall'Acqua Fabia Roma arrivarono l'esperta ala Lazzari e uno dei lunghi più promettenti del panorama cestistico italiano: Marco Ricci, che fu pagato la cifra record di 400 milioni di lire!! Un acquisto clamoroso, ma anche molto coraggioso se si pensa che venne effettuato, quando la Juvecaserta non aveva la certezza del ripescaggio. Arrivò uno sponsor più consistente, quel Latte Matese che aveva già conosciuto il basket con la pallacanestro femminile. Inoltre proprio nel 1980 fu inaugurata una foresteria, dove avrebbero alloggiato i giovani reclutati dalla Juvecaserta sul territorio nazionale; un altro elemento fu posto per un futuro roseo e solido.


Il roster



Allenatore: MCMILLEN John
Vice Allenatore: MARCELLETTI Franco
Presidente: MAGGIO' Giovanni
General Manager: SARTI Giancarlo




Gli stranieri



JOHN MENGELT (foto a destra), guardia bianca di 188 cm, nato il 16 ottobre del 1949 a Lacrosse nello stato del Winsconsin. A Caserta approdò una ex stella della NBA, infatti il biondo Mengelt arrivò in Terra di Lavoro con ben 10 stagioni giocate tra i professionisti e non come comprimario (in 10 anni 20,1 minuti e 9,8 punti per gara). In Italia si era già esibito nel 1979 con una selezione di giocatori professionisti, tra i quali risultò M. V. P. della gara. Giocatore dal grande temperamento, oltre che dalla sublime tecnica, era sempre l'ultimo ad arrendersi in mezzo al campo. Era dotato di un ottimo tiro da fuori e molto bravo nelle penetrazioni. Sicuramente tra i giocatori più maltrattati dagli avversari, ben 8,1 per partita furono i tiri liberi tentati. A Caserta giocò con la maglia numero 6, una cosa inedita per lui che durante la sua carriera aveva sempre giocato con la maglia n. 15, quel numero apparteneva però ad Antonio Di Lella. Una curiosità: John Mengelt, che beveva tanto latte nella vita quotidiana, finì in una squadra sponsorizzata da un’azienda di latte. Inoltre, lui, astemio, gestiva negli Stati Uniti un’industria di alcolici. Le sue cifre per partita in Italia: 26,9 punti - 49,1% tiri dal campo - 83% tiri liberi - 4 perse e 1,7 assist (il migliore della Juve).


BERNARD TOONE, ala di colore di 204 cm nata il 14 luglio del 1956 a Yonkers nello stato di New York. Campione NCAA con Marquette, fu scelto nel draft del 1979 dai Philadelphia 76ers, coi quali giocò 23 partite con 5,4 minuti e 2,3 punti per gara (fu quella l'unica apparizione tra i pro di Bernardino, come usavano chiamarlo i tifosi bianconeri). Giocatore estremamente discontinuo, molto spesso le sue prestazioni erano appena sufficienti, ogni tanto, invece, si svegliava e ne metteva trenta. Le sue cifre per partita in Italia: 18,6 punti - 53,5% tiri dal campo - 87% tiri liberi - 9,4 rimbalzi (il migliore dalla Juve).



Gli Italiani

Consistente fu l'apporto del neo-acquisto Lazzari (foto a destra), un'ala che fu capace di produrre 14,1 punti e 4,6 rimbalzi per gara ; non fu lo stesso per il grande colpo del mercato estivo: il pivot Marco Ricci incappò nella peggiore stagione della sua carriera (7,5 punti e 5,8 rimbalzi con un miserrimo 40,1% dalla lunetta). Ottima la stagione dei due prodotti locali: il pivot Simeoli con 10,1 punti e 6,1 rimbalzi per gara, e il playmaker Antonio Di Lella con 4,8 punti, 3,5 rimbalzi e 2 recuperi per gara (il migliore della Juve nei recuperi, dodicesimo assoluto nell'intera serie A2, al punto da essere definito l'Arsenio Lupin italiano!)


Risultati
La stagione cominciò nel migliore dei modi, 4 vittorie nelle prime 5 gare (con il prestigioso successo a Treviso contro la Liberti: 74-75); poi la flessione. Il girone di andata fu chiuso con un record vincente (7 vinte e 6 perse), frutto dell’imbattibilità interna (6-0), mentre solo uno fu il successo esterno. Il Latte Matese era soltanto a 2 punti dalla zona serie A1 (quarto posto) ed aveva non pochi rammarichi per le ultime 2 sconfitte in campo esterno, quella contro l’Eldorado (87-86), quando Mengelt e compagni risalirono dal punteggio di 82-69 fino ad un solo punto di distacco; e quella di Mestre contro la Superga, una sconfitta maturata dopo ben 2 tempi supplementari, una partita che la Juve poteva far sua (una vittoria avrebbe voluto dire terzo posto in coabitazione con la Liberti Treviso e la stessa Superga Mestre).


Un solo successo nelle prime 5 gare del girone di ritorno, ottenuto contro il dream team veneziano (privo però del super americano Spencer Haywood), scavarono un solco di 8 punti tra il Latte Matese e il quarto posto. La Juve oltre a 3 sconfitte esterne, incappò nella prima battuta di arresto tra le mura amiche, contro la Liberti Treviso. Con 5 successi nelle ultime 8 gare, il Latte Matese chiuse la regular season ad un onorevole sesto posto.


Nella seconda fase, la cosiddetta fase ad orologio (costituita da 6 gare totali, in trasferta con le 3 squadre che precedevano la Juve nella classifica della regular season, in casa con le 3 squadre dietro la Juve al termine della regular season), ci fu il crollo con solo 2 vittorie.



La classifica

Al termine della stagione la Juve si classificò all'ottavo posto con un record di 15 vittorie e 17 sconfitte, frutto di un eccellente 13-3 casalingo e di un pessimo 2-14 in campo esterno. La Juve pagò oltre misura la panchina estremamente corta, in pratica disputò l'intero torneo con 7 giocatori, i giovanissimi Fusco, Aloschi, Citro, Dose e compagnia che si alternarono in panchina, non erano in grado di tenere il campo

Le statistiche individuali




















Le migliori prestazioni individuali







Punti: 42 Mengelt (22^ giornata: Latte Matese - Brindisi: 92-81)
Tiri Liberi: 8/8 100% Mengelt (4^ giornata: Liberti Treviso - Latte Matese: 74-75)
Tiri 2 punti: 9/12 75% Toone (13^ giornata:Superga Mestre - Latte Matese: 108-102)
Rimbalzi difensivi: 17 Toone (29^ giornata: Latte Matese - Acqua Fabia Roma: 78-76)
Rimbalzi offensivi: 9 Simeoli (23^ giornata: Latte Matese - Eldorado Lazio: 94-102)
Rimbalzi totali: 19 Toone (29^ giornata: Latte Matese - Acqua Fabia Roma: 78-76)
Perse: 7 Lazzari (2^ giornata: Carrera Venezia - Latte Matese: 106-82) Di Lella (9^ giornata: Brindisi-Latte Matese: 83-76)
Recuperate: 6 Lazzari (2^ giornata: Carrera Venezia - Latte Matese: 106-82) Di Lella (29^ giornata: Latte Matese - Acqua Fabia Roma: 78-76)
Assist: 6 Mengelt (19^ giornata: Latte Matese - Honky Fabriano: 91-68)
Stoppate: 4 Toone (2 volte)



Le migliori prestazioni di squadra



Punti realizzati: 102 (2 volte)
Punti subiti: 108 (13^ giornata: Superga Mestre - Latte Matese: 108-102)
Tiri Liberi: 94% 16/17 (24^ giornata: Rodrigo Chieti - Latte Matese: 86-84)
Tiri 2 punti: 66,7% 34/51 (24^ giornata: Rodrigo Chieti - Latte Matese: 86-84)
Rimbalzi difensivi: 33 (2 volte)
Rimbalzi offensivi: 18 (23^ giornata: Latte Matese - Eldorado Lazio: 94-102)
Rimbalzi totali: 47 (22^ giornata: Latte Matese - Brindisi: 95-81)
Perse: 23 (30^ giornata: Liberti Treviso - Latte Matese: 79-70)
Recuperate: 18 (4^ giornata: Liberti Treviso - Latte Matese: 74-75)









I Tifosi



I botti del mercato estivo, crearono un grosso entusiasmo attorno alla squadra; ci fu la corsa all'abbonamento (nonostante il grande rincaro dei prezzi); in ogni partita circa 500 persone rimanevano fuori senza biglietto, vista l'inconsistente capienza del Palazzetto. Al termine della regular season, 26254 persone paganti avevano assistito alle 13 partite casalinghe della Latte Matese, una media di 2109 paganti per partita, una media superiore alla capienza ufficiale del Palazzetto casertano. Nel tifo organizzato gli storici Black Panthers e i neocostituiti Green Lions si contendevano la leadership. I tifosi non facevano mancare il loro sostegno neanche in campo esterno, il 16 novembre 1980 ben 12 pullman invasero la capitale per la partita contro l’Eldorado Roma.

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