venerdì 2 aprile 2010

STAGIONE 1979-80

La Juvecaserta affrontò la seconda stagione consecutiva in serie A2 con lo sponsor sulle maglie, si trattava del "Diario", un giornale locale; fu il primo caso nella storia della pallacanestro italiana di azienda editoriale abbinata al basket.

Roster

Allenatore: GAVAGNIN Giovanni

Vice Allenatore: MARCELLETTI Franco

Presidente: MAGGIO' Giovanni

General Manager: PICCOLO Santino

Gli stranieri

La Juvecaserta cambiò USA, sostituendo gli “scassamacchine” Moffett e Brown) con:
- BOB NAGLE (foto a destra), pivot di 205 cm del 1955. Centro bianco dai capelli rossi. Le sue cifre per partita: 20 punti - 7,7 rimbalzi e 4,5 perse.
- PHILIP FILER, ala di 200 cm del 1954. Ala bianca, che in riscaldamento amava schiacciare con 2 palloni, il che allietava i tifosi accorsi al palazzetto. Le sue cifre per partita: 17,5 punti - 6,5 rimbalzi e 3 perse.
I due USA furono deludenti, la vera causa dei cattivi risultati dei bianconeri, i cui dirigenti sbagliarono nell'ingaggiare entrambi gli stranieri senza aver visto alternative sul mercato. Filer e Nagle furono ingaggiati dopo le sfavillanti prestazioni nel torneo preseason di Caserta, in quella occasione ebbero cifre impressionanti contro una selezione di giocatori USA, allenata da Jim McGregor, che era l'agente anche dei 2 americani firmati da Caserta. Furono entrambi disastrosi, i peggiori americani dell’intera serie A, soprattutto il rosso Nagle, mentre l’onesto Filer ebbe una parte finale di stagione alquanto positiva.


Gli Italiani


Tra i giocatori indigeni, quasi tutti campani, i migliori furono: Simeoli con 10 punti e 4,6 rimbalzi per gara (cifre peggiori di quelle dell'anno precedente, quando si segnalò come il miglior rimbalzista italiano della serie A2) e Sergio Donadoni (foto a destra), il capitano bianconero segnò 10,3 punti per partita, ma giocò soltanto 20 gare, dopo le quali fu allontanato dalla società per atteggiamenti poco professionali in un allenamento all’indomani di una sua incolore prestazione personale contro la Postalmobili Pordenone (18 minuti, 0 punti con 0/6 al tiro). La società volle dimostrare che le cose stavano cambiando, tutto andava gestito con professionismo, ma alcuni sostenevano che il provvedimento contro Donadoni, fu preso soltanto perché la classifica era oramai compromessa.
In netto calo anche il playmaker Di Lella, soltanto 1,7 palle recuperate per gara ( 1 pallone di media in meno rispetto alla stagione precedente) ed un mediocre 50% dalla lunetta (23/46); il neo acquisto Biondi (8,5 punti per partita) fu limitato dagli infortuni che gli impedirono di scendere in campo in 7 gare sulle 26 totali.
In altri termini, sicuramente i deludenti Usa furono la principale causa della fallimentare stagione della Juve targata Diario, ma la mediocrità degli italiani contribuì non poco alla retrocessione in serie B
.

I risultati

Il campionato cominciò nel peggiore dei modi, il primo successo fu centrato alla sesta di campionato contro la Sarila Rimini (81-79); ciò non servì a salvare la panchina all'allenatore “tiranno” Gavagnin, che fu esonerato. In attesa del sostituto di Gavagnin, la squadra fu affidata al vice allenatore Marcelletti, che subì una pesante sconfitta contro la Postalmobili Pordenone in trasferta (90-75). Con l’arrivo del nuovo allenatore, il pesarese Marco Marchionetti, il Diario realizzò 2 successi tra le mura amiche, per poi inanellare 5 sconfitte consecutive e concludere il girone di andata all’ultimo posto (in coabitazione con l’Acentro Cagliari) con 6 punti, a soli 2 punti dalla zona salvezza occupata dalla deludente Sarila Rimini ( la squadra romagnola dopo i colpi di mercato Vecchiato e Zampolini, partiva con ambizioni di alta classifica) e dalla Honky Fabriano.

Nel girone di ritorno, la musica non cambiò; il Diario ottenne soltanto 4 successi e retrocesse nella serie cadetta con diverse giornate di anticipo. L’arrivo di Marchionetti non fu un toccasana, non risollevò la Juve dalle posizioni più basse della classifica, ma segnò una svolta per la società, in quanto per la prima volta fu ingaggiato un general manager professionista: Giancarlo Sarti. La Juvecaserta aveva in quel momento un general manager e un presidente da serie A1 ma una squadra mediocre.

La classifica

La squadra chiuse la stagione ad un modestissimo penultimo posto (13°) con un record di 7 vittorie e 19 sconfitte, retrocedendo nella serie cadetta. Come nell’anno precedente le vittorie maturarono quasi tutte tra le mura amiche, ben 6 su 7 furono ottenute al Palazzetto di Via Medaglie d’oro. Quel penultimo posto si rivelò, nell’anno successivo, fondamentale per la permanenza in serie A2 della Juvecaserta.

Le statistiche











Le migliori prestazioni individuali

Punti realizzati: 33 Nagle (21^ giornata: Acentro Cagliari – Il Diario: 67-92)
Tiri Liberi: 100% 6/6 Donadoni (9^ giornata: Il Diario – Rodrigo Chieti: 70-68)
Tiri 2 punti: 81,2% 13/16 Filer (16^ giornata: Canon Venezia – Il Diario: 104-89)
Rimbalzi difensivi: 10 Filer (21^ giornata: Acentro Cagliari – Il Diario: 67-92)
Rimbalzi offensivi: 6 Nagle (8^ giornata: Il Diario – Acentro Cagliari: 102-78) Filer (2 volte)
Rimbalzi totali: 14 Nagle (2 volte)
Perse: 10 Nagle (17^ giornata: Il Diario – Hurlingam Trieste: 64-83)
Recuperate: 5 Filer (2 volte) Di Lella (19^ giornata: Sarila Rimini – Il Diario: 99-78)
Assist: 4 Di Lella (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Stoppate: 2 Donadoni (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)

Le migliori prestazioni di squadra

Punti realizzati: 102 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Punti subiti: 106 (2 volte)
Tiri Liberi: 86,9% 20/23 (14^ giornata: Mobiam Udine – Il Diario: 106-88)
Tiri 2 punti: 60,5% 43/71 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Rimbalzi difensivi: 31 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Rimbalzi offensivi: 14 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Rimbalzi totali: 45 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Perse: 30 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Recuperate: 16 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)
Assist: 11 (8^ giornata: Il Diario - Acentro Cagliari: 102-78)Stoppate: 3 (4 volte)

I Tifosi

Nonostante i risultati negativi, i tifosi presenti al palasport di Via Medaglie d'oro furono sempre numerosi. Il totale spettatori della Juvecaserta fu 25.177 in 13 partite, vale a dire 1.936 persone per gara, una media di tutto rispetto considerando che la capienza del palazzetto era di 2.000 posti. Fu un anno ricco di contestazioni, a volte nei confronti degli arbitri, più spesso nei confronti dei giocatori (Nagle il più beccato), atteggiamento provocato dai risultanti deludenti.

giovedì 1 aprile 2010

STAGIONE 1980-81

La scomparsa dell'Isolabella Milano, retrocessa dalla serie A1 e fortemente indebitata, permise alla Juvecaserta di essere ripescata e di partecipare al campionato di serie A2 del 1980-81. Grazie alla sapiente ed esperta mano del General Manager Giancarlo Sarti, si cominciò a lavorare per costruire una squadra che nel giro di qualche anno potesse approdare nella massima serie.

Sul fronte allenatore, dopo il rifiuto di Giancarlo Primo, arrivò a Caserta un coach di primo livello, l’americano John Mc Millen (foto a destra), che l’anno precedente aveva guidato la Mercury Bologna alla promozione in serie A1. Mc Millen veniva da un’esperienza di sette anni a Bologna, tre come vice di Dan Peterson alla Virtus (nel ’76 conquistò il tricolore) e quattro anni come capo allenatore sulla sponda opposta, quella Fortitudo. Con Mc Millen si posero le basi per una crescita graduale nel futuro, il tutto riducendo quel carattere regionale che aveva caratterizzato fino ad allora i roster della Juvecaserta, composti per la maggior parte da giocatori campani.

Sul fronte giocatori, dopo i rifiuti a scendere in terra campana di “pezzi da novanta” come Bertolotti, Meneghin e Ardessi (per il quale fu fatta un’offerta faraonica), dall'Acqua Fabia Roma arrivarono l'esperta ala Lazzari e uno dei lunghi più promettenti del panorama cestistico italiano: Marco Ricci, che fu pagato la cifra record di 400 milioni di lire!! Un acquisto clamoroso, ma anche molto coraggioso se si pensa che venne effettuato, quando la Juvecaserta non aveva la certezza del ripescaggio. Arrivò uno sponsor più consistente, quel Latte Matese che aveva già conosciuto il basket con la pallacanestro femminile. Inoltre proprio nel 1980 fu inaugurata una foresteria, dove avrebbero alloggiato i giovani reclutati dalla Juvecaserta sul territorio nazionale; un altro elemento fu posto per un futuro roseo e solido.


Il roster



Allenatore: MCMILLEN John
Vice Allenatore: MARCELLETTI Franco
Presidente: MAGGIO' Giovanni
General Manager: SARTI Giancarlo




Gli stranieri



JOHN MENGELT (foto a destra), guardia bianca di 188 cm, nato il 16 ottobre del 1949 a Lacrosse nello stato del Winsconsin. A Caserta approdò una ex stella della NBA, infatti il biondo Mengelt arrivò in Terra di Lavoro con ben 10 stagioni giocate tra i professionisti e non come comprimario (in 10 anni 20,1 minuti e 9,8 punti per gara). In Italia si era già esibito nel 1979 con una selezione di giocatori professionisti, tra i quali risultò M. V. P. della gara. Giocatore dal grande temperamento, oltre che dalla sublime tecnica, era sempre l'ultimo ad arrendersi in mezzo al campo. Era dotato di un ottimo tiro da fuori e molto bravo nelle penetrazioni. Sicuramente tra i giocatori più maltrattati dagli avversari, ben 8,1 per partita furono i tiri liberi tentati. A Caserta giocò con la maglia numero 6, una cosa inedita per lui che durante la sua carriera aveva sempre giocato con la maglia n. 15, quel numero apparteneva però ad Antonio Di Lella. Una curiosità: John Mengelt, che beveva tanto latte nella vita quotidiana, finì in una squadra sponsorizzata da un’azienda di latte. Inoltre, lui, astemio, gestiva negli Stati Uniti un’industria di alcolici. Le sue cifre per partita in Italia: 26,9 punti - 49,1% tiri dal campo - 83% tiri liberi - 4 perse e 1,7 assist (il migliore della Juve).


BERNARD TOONE, ala di colore di 204 cm nata il 14 luglio del 1956 a Yonkers nello stato di New York. Campione NCAA con Marquette, fu scelto nel draft del 1979 dai Philadelphia 76ers, coi quali giocò 23 partite con 5,4 minuti e 2,3 punti per gara (fu quella l'unica apparizione tra i pro di Bernardino, come usavano chiamarlo i tifosi bianconeri). Giocatore estremamente discontinuo, molto spesso le sue prestazioni erano appena sufficienti, ogni tanto, invece, si svegliava e ne metteva trenta. Le sue cifre per partita in Italia: 18,6 punti - 53,5% tiri dal campo - 87% tiri liberi - 9,4 rimbalzi (il migliore dalla Juve).



Gli Italiani

Consistente fu l'apporto del neo-acquisto Lazzari (foto a destra), un'ala che fu capace di produrre 14,1 punti e 4,6 rimbalzi per gara ; non fu lo stesso per il grande colpo del mercato estivo: il pivot Marco Ricci incappò nella peggiore stagione della sua carriera (7,5 punti e 5,8 rimbalzi con un miserrimo 40,1% dalla lunetta). Ottima la stagione dei due prodotti locali: il pivot Simeoli con 10,1 punti e 6,1 rimbalzi per gara, e il playmaker Antonio Di Lella con 4,8 punti, 3,5 rimbalzi e 2 recuperi per gara (il migliore della Juve nei recuperi, dodicesimo assoluto nell'intera serie A2, al punto da essere definito l'Arsenio Lupin italiano!)


Risultati
La stagione cominciò nel migliore dei modi, 4 vittorie nelle prime 5 gare (con il prestigioso successo a Treviso contro la Liberti: 74-75); poi la flessione. Il girone di andata fu chiuso con un record vincente (7 vinte e 6 perse), frutto dell’imbattibilità interna (6-0), mentre solo uno fu il successo esterno. Il Latte Matese era soltanto a 2 punti dalla zona serie A1 (quarto posto) ed aveva non pochi rammarichi per le ultime 2 sconfitte in campo esterno, quella contro l’Eldorado (87-86), quando Mengelt e compagni risalirono dal punteggio di 82-69 fino ad un solo punto di distacco; e quella di Mestre contro la Superga, una sconfitta maturata dopo ben 2 tempi supplementari, una partita che la Juve poteva far sua (una vittoria avrebbe voluto dire terzo posto in coabitazione con la Liberti Treviso e la stessa Superga Mestre).


Un solo successo nelle prime 5 gare del girone di ritorno, ottenuto contro il dream team veneziano (privo però del super americano Spencer Haywood), scavarono un solco di 8 punti tra il Latte Matese e il quarto posto. La Juve oltre a 3 sconfitte esterne, incappò nella prima battuta di arresto tra le mura amiche, contro la Liberti Treviso. Con 5 successi nelle ultime 8 gare, il Latte Matese chiuse la regular season ad un onorevole sesto posto.


Nella seconda fase, la cosiddetta fase ad orologio (costituita da 6 gare totali, in trasferta con le 3 squadre che precedevano la Juve nella classifica della regular season, in casa con le 3 squadre dietro la Juve al termine della regular season), ci fu il crollo con solo 2 vittorie.



La classifica

Al termine della stagione la Juve si classificò all'ottavo posto con un record di 15 vittorie e 17 sconfitte, frutto di un eccellente 13-3 casalingo e di un pessimo 2-14 in campo esterno. La Juve pagò oltre misura la panchina estremamente corta, in pratica disputò l'intero torneo con 7 giocatori, i giovanissimi Fusco, Aloschi, Citro, Dose e compagnia che si alternarono in panchina, non erano in grado di tenere il campo

Le statistiche individuali




















Le migliori prestazioni individuali







Punti: 42 Mengelt (22^ giornata: Latte Matese - Brindisi: 92-81)
Tiri Liberi: 8/8 100% Mengelt (4^ giornata: Liberti Treviso - Latte Matese: 74-75)
Tiri 2 punti: 9/12 75% Toone (13^ giornata:Superga Mestre - Latte Matese: 108-102)
Rimbalzi difensivi: 17 Toone (29^ giornata: Latte Matese - Acqua Fabia Roma: 78-76)
Rimbalzi offensivi: 9 Simeoli (23^ giornata: Latte Matese - Eldorado Lazio: 94-102)
Rimbalzi totali: 19 Toone (29^ giornata: Latte Matese - Acqua Fabia Roma: 78-76)
Perse: 7 Lazzari (2^ giornata: Carrera Venezia - Latte Matese: 106-82) Di Lella (9^ giornata: Brindisi-Latte Matese: 83-76)
Recuperate: 6 Lazzari (2^ giornata: Carrera Venezia - Latte Matese: 106-82) Di Lella (29^ giornata: Latte Matese - Acqua Fabia Roma: 78-76)
Assist: 6 Mengelt (19^ giornata: Latte Matese - Honky Fabriano: 91-68)
Stoppate: 4 Toone (2 volte)



Le migliori prestazioni di squadra



Punti realizzati: 102 (2 volte)
Punti subiti: 108 (13^ giornata: Superga Mestre - Latte Matese: 108-102)
Tiri Liberi: 94% 16/17 (24^ giornata: Rodrigo Chieti - Latte Matese: 86-84)
Tiri 2 punti: 66,7% 34/51 (24^ giornata: Rodrigo Chieti - Latte Matese: 86-84)
Rimbalzi difensivi: 33 (2 volte)
Rimbalzi offensivi: 18 (23^ giornata: Latte Matese - Eldorado Lazio: 94-102)
Rimbalzi totali: 47 (22^ giornata: Latte Matese - Brindisi: 95-81)
Perse: 23 (30^ giornata: Liberti Treviso - Latte Matese: 79-70)
Recuperate: 18 (4^ giornata: Liberti Treviso - Latte Matese: 74-75)









I Tifosi



I botti del mercato estivo, crearono un grosso entusiasmo attorno alla squadra; ci fu la corsa all'abbonamento (nonostante il grande rincaro dei prezzi); in ogni partita circa 500 persone rimanevano fuori senza biglietto, vista l'inconsistente capienza del Palazzetto. Al termine della regular season, 26254 persone paganti avevano assistito alle 13 partite casalinghe della Latte Matese, una media di 2109 paganti per partita, una media superiore alla capienza ufficiale del Palazzetto casertano. Nel tifo organizzato gli storici Black Panthers e i neocostituiti Green Lions si contendevano la leadership. I tifosi non facevano mancare il loro sostegno neanche in campo esterno, il 16 novembre 1980 ben 12 pullman invasero la capitale per la partita contro l’Eldorado Roma.